Non reggeva più a quella vita in tre. Ed ecco venne il quarto nella persona del senatore.
Soleva il magnifico senatore venire ogni autunno a Villa delle Magnolie, e se questo fosse un onore che faceva o che riceveva, non era stabilito. In quell'anno, essendo forse anche per lui spezzato il ritmo, venne in agosto. La valigia con cui il magnifico signore sbarcò dall'automobile sui marmorei gradini di Villa delle Magnolie, dimostrava la intenzione di una lunga dimora.
Il discorso anche del senatore scivolava su la guerra.
Il senatore notò con sorpresa come don Ippolito parlava; aveva libertà di parola; ed avendo libertà di parola, spiegava tutte le vele non senza una certa magnificenza.
Il senatore sperava ancora che l'Italia avrebbe mantenuto fede alla alleanza germanica; e su questo punto il marchese non diceva nè sì nè no.
â Perchè altrimenti â aggiungeva il senatore â una spedizione punitrice di mezzo milione di Bavaresi sarebbe calata per la Gotthard-bahn.
E il marchese disse di no.
â No? â Il senatore sapeva tutto da confidenze segretissime di generali, di alti diplomatici....
â No, perchè ci devo essere anch'io, marchese Ippolito di Torrechiara.
E quando il senatore disse che i Tedeschi erano educatissimi guerrieri, il marchese domandò il permesso di avere contraria opinione.