E quando il senatore disse che tutt'al più si poteva deplorare qualche eccesso di baldanza giovanile, il marchese osservò che era una giovinezza che datava dal tempo di Ariovisto e di Alboino.
E quando il senatore disse che il Re del Belgio aveva operato come un amministratore imprudente che per fare delle grandezze non dà poi un centesimo di dividendo agli azionisti, il marchese Don Ippolito non ammirò la bellezza della similitudine.
E quando il senatore osservò che i Tedeschi violando la neutralità del Belgio, avevano rispettato lo spirito dei patti nel modo medesimo che Cristo aveva osservato la legge sul riposo festivo quando salvò l'infermo nel giorno di festa; perchè se avesse aspettato il giorno di lavoro per operare il miracolo, l'ammalato sarebbe morto; il marchese Ippolito non ammirò abbastanza la sottigliezza dell'ingegno del senatore, ma lo consigliò di essere più semplice.
â Come?
â Il Prìncipe non debbe osservare la fede, quando tale osservanzia gli torni contro, come diceva Machiavelli.
â Ma suo marito parla! ma suo marito si diverte a contraddirmi, ma lei, ma lei, cara donna Barberina.... â diceva in disparte il senatore. Cioè, ma lei lo lascia parlare! Ciò è inaudito.
La marchesa faceva per risposta quella sua smorfietta che serviva a tutti gli usi.
Ma don Ippolito, sentendosi libero, alzava oltre alle vele, anche i pavesi e le fiamme della sua eloquenza.
â No, signor senator riverito! Se anche Clio, la musa della storia, scriverà questa guerra fra le grandi sue pagine, Clio rimarrà lo stesso un'indecente baldracca. Quanti re dei cannoni e delle piastre d'acciaio, quanti ideòlogi pazzi d'orgoglio passeranno per eroi; e quanta povera gioventù, anche in Germania, crederà di morire per la patria; e moriranno soltanto per il dio Mammone! Almeno i Greci e i Troiani d'Omero morivano per la bella Elena. Ma chi le nega, senator mio, che la Germania è la prima in tutte le scienze? à appunto per questo che essa è dimostrativa del fatto eterno che l'uomo non è nè più nè meno che un ruminante. Rumina tante belle idealità , e vive nel suo fimo come un ruminante. Ah, laurearsi in chimica, in meccanica, in fisica e metafìsica! Nessuno è più altamente laureato della Germania. Ma è nei princìpi elementari che è difficile laurearsi! Ed è per questo che Cristo ha detto: Se non divenite come piccoli fanciulli, non entrerete nel Regno dei Cieli. Oh, povero Cristo! Oh, vane acque lustrali del battesimo! L'uomo sèguita ad insudiciarsi perpetuamente! Forse, prima di morire, cade nell'uomo un barbaglio di verità della sua inguaribile sudiceria, ma è troppo tardi. In fondo credo che abbia ragione il Papa quando dice: Pregate! Non rimane che pregare. I vecchi medici, nei mali incurà bili, per confortar l'ammalato, scrivevano nelle ricette: mica panis! «pillole di mollica di pane». Voi siete ammalati di un male incurabile!
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