— Suo marito, marchesa, non si può sopportare alla lettera — aveva detto il senatore.

— Lo compatisca. La guerra gli è andata alla testa.

— Compatire è una cosa, cara marchesa, e rimanere qui è un'altra. Faccia, faccia visitare suo marito da qualche specialista.

E il senatore se ne era andato.

*

— Avete osservato? — aveva detto don Ippolito ad Aquilino — da quando quell'inglesina se ne è ita, mia moglie non si riconosce più. Non ha nemmeno trattenuto il senatore. Un ospite che, vi garantisco, dopo tre dì, manda odore come un pesce. Eppure quello, vedete, è un uomo felice! Vive dentro la proprietà di un suo sistema filosofico, come un mollusco entro la sua corazza. Oh, un uomo d'ingegno!

Ma la marchesa aveva detto ad Aquilino: — So che la presenza del senatore non le era gradita, e ce ne siamo disfatti.

E Aquilino allibì una seconda volta.

*