Il giovane aveva oramai la percezione di trovarsi sopra un terreno in frana, con moto insensibile, ma irresistibile: una percezione paurosa e voluttuosa insieme. Il suo stupore era che nessuno se ne accorgesse: il marchese tutto occupato dell'enorme frana del genere umano, meno di tutti.

Ora donna Barberina aveva preso l'abitudine di farlo chiamare, di quando in quando, per futili motivi. Usciva da quelle stanze di lei con una tempesta di dentro.

— Scusi se la ho fatta incomodare — disse ella graziosamente una volta, e aveva molte lettere in iscrittura: — mi si presenta una questione, oh una sciocchezza, sa! Quel gentile oppure gentilissima signora, che si mette negli indirizzi, mi è diventato così banale. Come si potrebbe variare; come dicevano una volta?

Aquilino aveva un bollore di dentro, un formicolìo nelle mani.

— Una volta dicevano — rispose — valorosa, eccellentissima madama, illustre eroina; oppure erano lunghi titoli, non privi di una certa bellezza che oggi però suonerebbero disusati.

— Per esempio?

«Anche gli esempî!» — Per esempio, ad un gentiluomo si diceva: Nobile e savio cavaliere, huomo di molta gentilezza e savere.

— E ad una donna?

— Secondo la condizione.

— Per esempio?