â Ad una monaca si diceva: Religiosa, honesta dòmina, molto da onorare e alla verace luce di vita eterna pervenire.
â E ad una signora maritata?
â Alla carissima donna sua, molto da onorare, manda salute, cum perfecto amore; vel salutem cum honestà di puro matrimonio da conservare castamente; vel salutam cum dirittamente lo matrimoniale ordine conservare.... «La capisce la lezione sì o no?» disse entro di sè Aquilino.
Ma donna Barberina mostrò di non aver capito.
â Ah grazioso! â aveva ella detto, sorridendo.
Era seguìto un certo silenzio.
Aquilino aveva chiesto se comandava altro.
â No, lei può andare â aveva risposto con la continuazione di quel sorriso, un sorriso di lento squisito martirio.
E Aquilino uscì piano per quella sfilata di stanze, dal silenzio profondo, che precedevano il salottino di donna Bà rbera. Una luce verdolina pioveva dai diaframmi di seta, alle finestre: tutto ombrato in riflesso verde; anche i fiori, i quadri, i tappeti profondi, i mobili laccati: un lùcido verde, contro il sole: come uno smarrimento. Gli veniva a mente quella serpe verde attorno al petto della donna, nel tenebroso quadro di Francesco Stuck.
Barcollava. Per dio, ma dovrà ben riconoscere in me un'eroica forza! Ben ricordava: la voce di lui, il suo gesto non avevano tradito un'emozione, nulla: impassibile.