Ma più si allontanava, più precipitava il passo per il bisogno che egli avea di rifugiarsi nella sua camera. Io non sono, per dio, il paggio al servizio della marchesa! gridò.

— No, tu sei un pedagogo idiota! sentì ghignare quella voce di dentro.

— Si diverte di me, l'infame! — gridò ancora Aquilino.

— No, non si diverte! gli rispose quella voce.

*

Gli parve di trovar pace nella sua camera. Ma chi c'era nella sua camera?

L'imagine grottesca di Giuseppe, figlio di Giacobbe, interprete di sogni, ridìcolo attraverso i secoli, era lì, nella camera; era da per tutto.

Oh, Giuseppe fu un virtuoso giovane — gli diceva quella voce diabòlica — ; ma tu troverai sempre, fra il tuo piacere e la tua imbecillità , qualche impedimento a cui darai il nome di virtù.

Or Aquilino uscì dalla sua camera e chiamava a gran voce:

— Bobby, Bobby, Bobby!