â Lo sai?
â Che cosa, signor conte?
â Esco di minorità . Però, credi: è difficile imparare a morire....
Aquilino cominciava a sentirsi un male dentro come se anche lui avesse dovuto avviarsi per il viaggio delle tenebre. Oh, c'era tempo per lui; ma in quel momento sentì che anche lui, pur nella sua giovinezza, era un inquilino sopra la terra, corrente verso la morte. Ebbe paura, e niente seppe rispondere al conte.
Questi allora continuò con un piccolo sorriso:
â .... perchè i vivi non sanno le molte cose che sanno i morti; e i morti non le dicono.
E dopo un poco riprese:
â Ti devo dire una cosa.
â Quale, signor conte?
â Ho cercato anche a te di farti mangiare cose dolci, ma te lo devo confessare: la vita è una grande amarezza. Tu sei venuto, Aquilino, a trovarmi: hai fatto bene, sei un bravo figliuolo; ma vi è chi non è venuto, e non verrà . Vi sono anche i morti sopra la terra, sai!