E il dì seguente don Ippolito non uscì di casa.

Ciò avvenne perchè don Ippolito fu colto da apoplessia.

Allora tutto il palazzo fu a rumore. Fu telegrafato a donna Barberina. La quale venne col direttissimo; e appena ella fu giunta al palazzo, ha telefonato; il signorino ha telefonato. Sono arrivati molti medici e molti amici. «Ma come l'è?» È che il marchese era sempre lì, con gli occhi di vetro e senza poter riprendere la parola. Poi i medici hanno mandato via gli amici; un medico ha mandato via l'altro medico; poi sono venute le vecchie sanguisughe; poi è venuta la notte; poi è rimasta una monaca con lui solo, a vigilare.

Poi la monaca si addormentò, ed anche il marchese don Ippolito di Torrechiara si deve essere addormentato perchè non si svegliò più.

Infine la torre di Albraccà fu vuota; ed i funerali furono di prima classe, con molte corone di fiori. E questa repentina morte era dovuta all'arteriosclerosi ed al propinare frequenter. E in questo la marchesa aveva ben veduto. Ma è la passione e il dolore che, combinandosi con l'arteriosclerosi, producono talvolta la morte repentina! E in questo la marchesa non aveva veduto bene.

Il povero Bobby fu assai triste.

— Dunque, il papà — diceva — non lo vedrò più nella sua torre di Albraccà ? Neanche altrove lo vedrò più? Più?

E Aquilino non sapea che rispondere.

— Guardi, professore — disse Bobby, con una faccia triste triste. — Anche il passerottino è morto!

Venne malinconia anche ad Aquilino.