Passerà , passerà tutto. È questione di guardare le cose serenamente. A due chilometri dalle linee del fuoco, la vita riprende il suo ritmo; le donne allattano i bimbi, scopano anche le mine fatte dalle bombe; i contadini zappano, i contabili tengono la contabilità . A venti chilometri agiscono i cinematografi. E poi c'è il Signore lassù. Sempre fede in Dio. Ogni mattina il buon Iddio, quando l'umanità si addormenta, versa su la terra lavacri di oblio. Credete, passerà tutto. Ma è che passeremo anche noi!

Così si conversava nel salotto di donna Barberina.

Erano facezie, ma pesanti come palle infuocate e plumbee. Ognuno di quegli eleganti reggeva per un istante con un sorriso stirato, poi la passava al vicino. — Dica lei.

Ah, un po' di champagne, un po' di esilarante champagne alla francese. Non ce n'è più. Bevuto tutto. Come in sul finire di un festino la fredda alba sorprende i gaudenti, e l'uno vede l'altro, pà llido, abbrividire! Ma voi siete ben pallido! Anche voi. Ma chi ha spento i doppieri? Chi ha aperto le finestre per fare entrare questa luce infame? Un'altra bottiglia di facezie, o uno champagne di illusioni. Non ce n'è più! Tutto bevuto. Il vascello fantasma, col suo equipaggio cieco dell'umana follia, passa pel suo viaggio eterno.

*

Aquilino qualche volta era sorpreso di trovarsi a mezza scala della torre di Albraccà per andare a trovare quello squilibrato del marchese don Ippolito di Torrechiara, che gli dicesse una parola non di verità , ma di umanità .

«Parli, parli, signor marchese!» Ahi, non poteva più parlare.

Donna Barberina abituata a dare ordini, e non potere ordinare che questo lugubre incubo della guerra scomparisse!

L'autorità militare aveva prenotato le sue automòbili; e questo semplice fatto avea reso la signora nervosissima. Tutte le sere poi quei tumulti per le vie, che parevano riverberarsi anche nelle sale del gran palazzo marchionale.

Aquilino poi sapeva di altre cause che turbavano donna Barberina: certe voci sinistre di fallimenti; chiusura di sportelli alle Banche; tracollo di valori; ed egli in quei giorni adempì, con zelo ed onore, uffici delicatissimi. «Povera signora con tutti i suoi milioni!» sclamava spesso Aquilino fra sè.