— Allora, brutte lettere! Del resto tenga a mente, senatore: nessuna forza umana distruggerà la nostra saggezza e libertà latina, che è fondata sull'eterno.

— Impertinente, impertinente, impertinente! — andava ripetendo il senatore; e non fu facile a donna Bà rbera mettere un po' di pace.

*

Miss Edith non stava bene, o non era bene, come diceva donna Barberina. Una cosa da nulla, del resto, che presto sarebbe passata.

Aquilino la aveva vista nel suo lettuccio candido, d'ottone. Molti fiori le aveva messo donna Barberina, lì presso. E Bobby era con lei, che le teneva compagnia. Sorrise un po' ad Aquilino. Una cosa da niente: merci!

Ma quella testolina bionda e stanca gli stava davanti; poi il discorso del senatore: poi le ironie del poeta Emme. Già bastava che tutti gli uomini si fossero adattati a dire: Ja, ja, ja! e nessuno avrebbe pianto mai più. Poi gli venne in mente la mamma morta che diceva così dolcemente: sì. Se avesse dovuto dire ja, gli pareva che la mamma sarebbe morta due volte. Poi rivide tutta quella gioventù che voleva la guerra. Gli era sembrata inconsapevole. «Ma non sapete che se morite, la vostra mamma non vi rifarà un'altra volta?» — aveva esclamato. Ma ora gli parevano consapevoli. «È per non morire due volte!»

Uno smarrimento.

E quella testa chiomata di miss Edith, languente sul capezzale, richiamava ora al suo pensiero una strana imagine. Dove aveva visto il grosso quadro?

Ah, come réclame in un serraglio tedesco. Il quadro rappresentava una bianca fanciulla ghermita e languente tra le quattro branche di un enorme urangutano nero: il quale volgeva al pubblico il muso insanguinato, e pareva dire ingenuamente: Molto igienico!

In fondo un onesto urangutano. Ma allora perchè in Betlemme, Maria aveva elevato sugli uomini il pargoletto, salvatore del mondo?