â Credo nel giorno della giustizia! Li distruggeremo gli uomini falsi, gli uomini egoisti, in malafede....
â Ma no, bimbo, che non distruggerai niente â disse con tutta calma quel signore. â Tutt'al più, quelli che adesso vedi coloriti di nero, te li vedrai coloriti con un'altra tinta, e tu rimani grullo più di prima. E poi chi ti dice, bimbo mio, che siano falsi, egoisti, in malafede? Credi tu che esista l'uomo che la mattina, quando si alza dica a sè stesso: oggi voglio essere falso, cattivo, in malafede? Troppo onore!
Ma Aquilino digrignava i denti.
â Del resto, se ti fa bene â disse quel signore â, vòmita.
Realmente Aquilino aveva mangiato roba pessima. Vomitava adesso per la prima volta, ed era lui stesso meravigliato d'aver tanta robaccia verde nello stomaco. Oh, buon Iddio, che stai nei cieli, quanti son quelli in questo mondo che muòiono senza aver mai avuto la gioia di poter vomitare! Buon Iddio, prepara per loro, in compenso, bei seggi in paradiso.
â Adesso, vedi, che digrigni i denti â disse quel signore (e parlavano forte perchè il bel viale dei platani per cui andavano, era deserto; e non c'erano che gli occhi del sole che filtravano attraverso il fogliame, scherzando su la ghiaia minuta) â adesso che digrigni i denti per rabbia, ti fai vedere sotto un altro aspetto. Sai, bimbo? Se io dovessi classificare gli uomini, li classificherei come gli uccelli; in uccelli dal becco gentile e in uccelli dal becco ad uncino. Non si vedono, ma ci sono! Tu, con quelle labbra a cuore, con quegli occhi cilestri, sei, come dire? un uccello dal becco gentile. Non fai troppa soggezione. Ma adesso che digrigni i denti, va bene. Cosa vuoi? La vita non è pane fresco che si mangi col burro. Un po' di morgue, un po' di grinta, ci vuole! Hai i denti in punta e belli, ma quel verdolino, te li fa scomparire. Le mani sono discrete, ma non te le curi. Le unghie poi sono un orrore! Coperte di pipite. Lasciatele crescere le unghie. Capirai, se ti presenti così, un po' trasandato, anche se hai in corpo tutta la sapienza di Pico della Mirandola, chi te la vede? Capisco poco anch'io; ma un po' di malizia te la potrei insegnare.
*
E un altro giorno, guardando Aquilino più intensamente, così gli disse:
â Vuoi che te la insegni un po' di malizia?
â Ma sì!