— Tu non credevi, di'! che io fossi una.... una good girl, una buona fanciulla....

Era un solo verso, ma era inebriante.

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Aquilino, invece, spiegava, davanti ai belli occhi estatici di lei, più vario canto.

— Mia cara Edith, vedi come in quest'ora di primavera tutte le cose della terra e del cielo si compongono in pace. Senti la città che va spegnendo i suoi rumori; nessuna voce giunge più fra queste piante, ed i tuoi occhi, o Editta, brillano dell'incomparabile fulgore delle stelle. Non senti tu che noi siamo le più ricche, le più sovrane creature sotto quelle stelle che fra breve ora si accenderanno lassù? Senza indagare quali impurità sono nella mia vita; senza indagare tu chi sei, io chi sono; senza indagare che cosa sarà domani; senza domandare quali necessità spingeranno me e te; per quali vie dovremo camminare. Noi ci siamo finalmente incontrati. Avevamo i sensi e per molti anni non ci accorgemmo di questo delizioso amore. Ora i miei occhi vedono i tuoi, e tu vedi i miei, e le tue mani sono nelle mie, così senza parlare. O dolce amore senza domani, perchè l'immortalità non ci sommerge così, come le tenebre sommergono tutte le cose create?

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Così cantava Aquilino davanti a miss Edith, senza che egli fosse poeta, così come l'usignolo canta nella selva, come la selva si ingemma di fiori al canto dell'usignolo, come l'insetto splende e vola sui fiori, come l'antèra apre i suoi incensieri, come il verme ara la terra; lavoro senza fine che noi non abbiamo parola per nominare, che a volte chiamiamo vita, a volte chiamiamo morte. Ma chi sa come veramente si chiami?

Certo miss Edith ascoltava e capiva benchè Aquilino parlasse in italiano diffuso, e miss Edith parlasse in inglese, in francese e in brutto italiano; ma in amore ci si intende in ogni linguaggio, e, un tempo, ci si intendeva anche in tedesco.

Oh, povero ragazzo, Aquilino! Egli cantava così bene e gli pareva che tutte le cose create stessero, come miss Edith, intente ad ascoltarlo. Ma no, povero ragazzo, alle cose create non importava proprio niente del tuo canto di rosignolo, se non in quanto esso ha facoltà di affrettare la deposizione di un uovo entro il nido. Nient'altro, nient'altro!

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