— Ma questo cos'è?

— C'è quel signore che gliela paga.

Il giovinetto si accorse allora che, un poco discosto da lui, sedeva un signore che mangiava anche lui l'anguria.

Sorrideva, e faceva cenno di «no»!

Era proprio un signore! con una bella barba e due occhi dolci e luminosi: ma una faccia forestiera; di quei foresti che vengono pei bagni di mare: anche perchè un signore della sua città mai si sarebbe seduto sotto una frasca a mangiare angurie.

— Mangi senza scrùpolo la sua cocòmera — disse la voce di quel signore —, io non c'entro. È quest'onesto cocomeraio che è stato preso da un violento accesso di rimorso per la fetta troppo sottile che le ha dato. È vero, signor cocomeraio?

Quel signore parlava a sbalzi, a sfumature, con un certo accento che Aquilino non avrebbe saputo ben definire di qual paese, ma non era la gorgia melliflua e cascante dei signori della sua città : oh, un forastiero.

— Sai? — disse poi confidenzialmente — non te ne avere a male; ma mi è parso che tu stavi facendo come dicono a Napoli: si mangia, si beve e si lava la faccia.

— La faccia me la lavo con l'acqua tutte le mattine.

— Oh, guarda! E allora prendi....