Ahi, giovinezza! Invece di rispondere a Bobby tranquillamente: sì, scriva su la lavagna, corse ai ripari, moltiplicando altri esempi, cercando di soffocare sotto innumerevoli altri esempi quel paradigma che emergeva lucido e spietato: Io amo la mamma!
Arrossiva; e arrossiva dal rossore. Discese nelle profondità grammaticali, lanciò in una specie di fantasia moresca i verbi neutri, i verbi riflessi, i verbi recìproci: tutta una mirabile confusione per cui il nominativo e l'accusativo si complicavano nella maniera più filosofica. Riuscì, insomma, a fare una bellissima lezione.
Donna Bà rbera, volgendo gli occhi alla pèndola, si levò allora in piedi, e troncò la lezione. Si rallegrò con Bobby perchè aveva un professore così bravo ed entusiasta per la grammatica.
Atteggiò le labbra alla sua smorfietta e â Lei ci ha fatto stare venti minuti di più â disse. â Non credevo che una lezione di grammatica potesse riuscire così interessante.
Stese la mano ad Aquilino, e per quella sensazione di freddo, al contatto della mano della marchesa, egli capì che si era riscaldato enormemente.
â Ha compreso bene, è vero, Bobby? â domandò quando la marchesa se ne fu andata.
â Io? Non ho capito niente.
â Niente?
â Niente del tutto! Stavo attento a lei. Lei dice che sono io che non sto mai fermo; ma oggi non stava mai fermo lei. Saltava qua e là . Prenda, professore!
E Bobby offrì un suo cà ndido fazzoletto perchè si asciugasse il sudore.