Erano tutte fantasie dei suoi sensi.

Ella era una stupida, meticolosa pedagòga; e lui, uomo e italiano, soffriva a stare sotto quella pedagogia, sotto quel gesuitismo anglicano e femminile.

Odiava i suoi Water-babies, i suoi libri policromi e stranieri, il suo Christmas panciuto. Avrebbe strozzato il suo cane; avrebbe rimesso sul trono il povero Cettivaio.

A volta pensava: Finchè è la marchesa capisco; ma come fa lei, che dopo tutto è una povera ragazza come me, che ha lasciato la sua casa, la sua famiglia, per guadagnarsi la vita, ad avere tanta aristocrazia?

Ma poi non si spiegava la gran dimestichezza con la marchesa. Le aveva intravviste che fumavano sigarette.

Una donna fumare, anche in casa, non sta mai bene!

Ricordava questa frase di mamà . Certo una sciocchezza di mamà .

Eppure gli aveva fatto una grande impressione. E anzi, un giorno, aveva esaminato una scatola di quelle sigarette tùrgide e ricche. Ne tolse una, l'accese in segreto, e gli parve che se ne svolgesse qualcosa di velenoso che gli dava alla testa. Non bevono vino, e poi fumano questa roba che dà alla testa!

*

La presenza muta di miss Edith alle lezioni produsse il curioso effetto di eccitare Aquilino all'esaltazione della virtù. E siccome doveva spiegare a Bobby la storia romana, così esaltò le virtù dei Romani; la virtù di Muzio Scevola, di Bruto, di Fabrizio, di Quinzio Cincinnato: e più precisamente la loro incomparabile modestia, il loro sacrificio verso la patria, la loro adorabile semplicità . E parallelamente alle virtù dei Romani, esaltò le virtù delle donne romane, la loro spaventosa pudicizia, la loro sottomissione, la loro abilità nel filar la lana; e che dove le donne sono così ùmili, gli uomini crescono grandi e tremendi a modo di querce, e viceversa!