— Ma tutte quelle sue storie di Muzio Scevola, di Fabrizio, di Cincinnato non sono vere niente del tutto. Sono tutte fandonie!

— E chi glielo ha detto? — domandò Aquilino turbatissimo.

— Lo ha detto il senatore X..., e se non lo sa lui che è professore all'Università ed ha la fabbrica di tutti gli altri professori, chi vuole che lo sappia? Se Romolo, se Camillo, se Muzio Scevola, se Lucrezia e compagnia bella non sono mai nemmeno esistiti, perchè devo io studiare la storia di gente che non è mai esistita?

Aquilino a queste parole fece un rapido esame di coscienza. Realmente, egli poteva avere rappresentato con troppa evidenza drammatica la storia di Romolo, di Muzio Scevola, di Fabrizio, di Camillo; e quanto a Lucrezia, a Cornelia, a Virginia aveva forse tenuto conto più della presenza di miss Edith che del minuscolo Bobby. Ma per Dio, fandonie, ah questo poi...!

Ma Bobby dolentissimo, anzi felicissimo, non si mosse dalla parola fandonie; precisò anzi tempo, luogo, azione: cioè ieri l'altro sera, venerdì; il salotto di mamà , presenti tutti: Oh povero bebi, — gli avevano detto — ti fanno ancora imparare tutte queste fandonie? E poi c'è dell'altro, sentirà .

— Anche dell'altro? Ebbene, senta Bobby, — disse Aquilino levandosi in piedi con un grande convulso — le dispiacerebbe sentire se la sua signora mamma può ricevermi per un momento?

Bobby non domandava di meglio. L'ostruzionismo delle lezioni era una sua specialità . E corse di là .

«Manigoldo!» — fremeva Aquilino. — Ecco la riconoscenza per tutto quello che faccio! «Fandonie!»

Poco dopo Bobby ritornava tirandosi a rimorchio la mamma e anche miss Edith.

La marchesa capì al primo sguardo che Aquilino bolliva col coperchio chiuso, e per quella squisitezza che era tutta sua, parlò così: — Bobby non le ha raccontato che imperfettamente, cioè a modo suo. Tutti, anzi, (la marchesa si riferiva ai personaggi dei suoi ricevimenti) sono rimasti enchantés dei progressi fatti da Bobby, ed il senatore non meno degli altri. Ma purtroppo Bobby è un farceur incorreggibile, e si è messo, ier l'altro, a far la parte di Muzio Scevola quando stende la mano sul fuoco. E poi l'altra scena quando il re Pirro tira la tenda e fa venir fuori l'elefante con la proboscide per spaventare il virtuoso Fabrizio. E infine Orazio che butta a terra i tre Curiazi. Impossibile non ridere. Da questo punto Bobby non c'entra più ed entrano in scena altri personaggi: insomma si accese un poco di discussione intorno a Roma antica, ed il senatore — suo professore, del resto — che, come lei non ignora, è una autorità del genere, ha fatto osservare che i primi sècoli di Roma sono fole ampiamente dimostrate insussistenti dalla critica tedesca....