Ma la marchesa col suo sorrisino già faceva molto ben capire ad Aquilino che si era spinto un po' troppo in là con quella volgare comparazione paesana. — La prego, la prego — come un — la prego, si calmi. Lei è molto giovane, — aggiunse poi — ed i suoi entusiasmi sono belli; ma creda, in questo, come in tutto il resto, è questione di forma. La forma! Venga, venga il venerdì alle nostre conversazioni. Il vivere un po' nel mondo vedrà che le smusserà certi angoli senza che lei se ne accorga.

Aveva un tono quasi di superiorità materna, donna Barberina!

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Oh, cara mamà , — scriveva Aquilino a sua mamma — tu mi mandi magliotti e calze di lana. Ma sapessi come fa caldo qui, anche d'inverno! Anche troppo, tanto che si sentono dei brividi di freddo. Si mangia bene qui, ma sapessi quanta voglia mi viene di una di quelle minestre di ceci o di fagiuoli, che sai fare tu! Sembravano ordinarie, e invece....

Capitolo XII.
Il salotto della marchesa.

Nel tempo che Aquilino era assai giovanetto, e che fra l'avemaria e l'ora di notte, la sua piccola città si addormentava, egli pensava talvolta come invece doveva esser beata la vita in quelle città , dove sui teatri splendenti rècitano e cà ntano gli uomini e le dee; e non il teatro dei burattini con quelle due candele di sego. E dove specialmente vi sono i club e le conversazioni. E non le veglie, dove le donne vi si avviano con lo scialle, e lo scaldino sotto il zinnale: ma quelle conversazioni scintillanti, dove un servo in livrea annuncia conti e contesse; e vi sono quegli angioli con le trecce, fra cui un giovane di spirito può trovare anche una dote. O felicità , essere presentato in quei luoghi!

E qualche volta, nel suo letticciolo, sentendo avvicinarsi e lontanare il grido della guardia: «Sono le due, tempo sereno! Sono le tre, tempo nùvolo!», pensava che a quell'ora il signor conte Orloff usciva dal club, nelle sue pelliccie d'astracan, e tornava a casa in rue d'Antin, portando nel suo coupé, o una borsa d'oro guadagnata al baccarà , o un angelo di Parigi con la toilette in deshabillé. Beato conte Orloff! Ma chi era il conte Orloff? Un personaggio conosciuto in un romanzo di Ponson du Terrail.

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Ebbene, allora in sul più bello della giovinezza, Aquilino fu presentato nel salotto della marchesa, ma non provò tutte quelle soddisfazioni che si era ripromesso; forse perchè egli non era il conte Orloff. O forse perchè la miglior soddisfazione consiste non nel vigilare, ma nel dormire. Ben è vero che ai ricevimenti della marchesa non si ballava, non si facevano simpòsi. Tutt'al più simpòsi intellettuali: ed una delle più ambite soddisfazioni della nobile signora era quando un qualche personaggio qualificato, di trà nsito per la città , facesse scalo ai suoi venerdì.