Grazie maggiori e senza fine!

Del resto non molto diversamente giudicò l'onorevole Ferdinando Martini alla Camera dei deputati nella seduta del 16 marzo, dando così, e per il luogo e per la persona, speciale valore a tale opinione. Ecco come: L'illustre Villari, allora ministro, condannò l'opera degli studenti e disse: «Quando assistiamo a fatti deplorevoli come quelli di Bologna, dove impunemente s'insulta l'uomo, il cittadino, il maestro, mi sembra vedere dei figli che insultano il loro padre.» La dolorosa e semplice gravità di queste parole può sembrare ed è in fatti compenso all'impunità che si dovette concedere; ma pur è vero che niuna parola l'illustre uomo disse su le cause della dimostrazione: quasi vi si sente il timore di inoltrarsi in un terreno mal fido, dove se era facile condannare la mancanza di rispetto al maestro, non era poi così semplice o breve cosa, lì per lì, in una seduta parlamentare rendere ragione di un complesso di fatti per modo che l'azione del Carducci uscisse giustificata, anzi lodata.

Ma l'onorevole Ferdinando Martini volle con un breve confronto affrontare la questione; e dopo aver deplorato questo rifiorire di spirito settario (mormorio all'estrema sinistra; approvazioni a destra) «sì, spirito settario, — aggiunse — perchè chi rimprovera l'evoluzione del Carducci, applaude poi a Victor Hugo che di evoluzioni ne fece parecchie (approvazioni).»

Già: Victor Hugo monarchico diventò repubblicano e Giosuè Carducci repubblicano è invece diventato monarchico. È un'equazione perfetta che non fa una grinza e non c'è nulla a ridire!

Ma è possibile pensare che Giosuè Carducci dopo avere speso tutto il suo genio e le sue forze a sostegno di un determinato principio civile e politico, nella giovanile età di cinquantaquattro anni passati si ricreda e professi una fede opposta?

Ammettere questo è ammettere implicitamente la demolizione di un uomo.

Il vero è che questo mutamento sostanziale non esiste se non in alcune forme apparenti che Egli volle accentuare con la sua rude e coraggiosa franchezza. Non è l'evoluzione dell'individuo ma è l'evoluzione dei tempi che, giunti a maturità, hanno necessariamente determinato nel Carducci un'attitudine che prima o non appariva così manifesta o si fingeva di non vedere.

Il paragone parve felice; ma in verità non regge sotto niuno aspetto.

Victor Hugo, anche per speciali circostanze intime e famigliari, monarchico ne' primi anni della giovanezza, a trent'anni si professa di non dubbia fede repubblicana; e in fine la sua mutazione segue e s'accompagna gradatamente al corso dei tempi. Essa è logica e naturale.

Ora tale non si potrebbe dire la mutazione del Carducci se essa fosse, come fu nell'Hugo, cagionata da un nuovo ordine di convincimenti politici.