In altre parole è una meravigliosa e individualissima pienezza di pensiero che come si va svolgendo così si veste subito, senza alcun mezzo, della parola; la quale si piega, s'affina, si tormenta con vaghissimo spasimo a seguirlo e renderlo con esattezza fotografica, e questa parola così tormentata pur riesce divinamente naturale ed armonica, non per sè ma perchè divinamente armonico è il fantasma che sotto si scorge.
Vi sono versi che mettono dinanzi il quadro e la statua, come ove dice:
Tale ne i gotici
delubri, tra candide e nere
cuspidi rapide salïenti
con doppia al cielo fila marmorea,
sta su l'estremo pinnacol placida
la dolce fanciulla di Iesse
tutta avvolta in faville d'oro.
Altra volta il verso giunge a dare contorno e forma plastica a infiammati fantasmi del pensiero, come questo: