«Ma che disertare? — esclama — Si diserta per vigliaccheria o per guadagno. E questo non è il caso mio. Si può disertare, e innanzi alla legge morale non è più diserzione, quando l'uomo si trovi per forza o per mala elezione arrolato sotto la bandiera dei nemici in guerra con la patria. Sarebbe questo il caso? No'l voglio credere»[29].
Ma nell'accostarsi a questa forma politica conservatrice Egli non cerca difesa o rifugio, ma il modo di meglio combattere ancora, sempre, finchè duri la vita. Per tal modo a questo principio monarchico Egli dà un'attitudine schietta, cittadina, nazionale, ideale come ove dice nel discorso agli elettori del collegio di Pisa (maggio '86):
«Io credo di rendere al re d'Italia il massimo onore quando io lo veggo in fantasia su l'Alpi Giulie a cavallo, capo del suo popolo, segnare con la spada i naturali confini della più grande nazione latina».
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In questa nuova sembianza più grande Egli si erge e più manifesta ci appare la sua vera natura.
Perchè Egli, in questo lento dissolversi e disperdersi degli antichi distintivi del genio italico, sente che in sè ne è assimilata grande parte; e perciò la personalità del suo genio sotto un certo aspetto diventa personalità di razza: la necessità della propria conservazione individuale si impone come necessità biologica e storica.
Tutto ciò che in lui vi può essere di poco armonico, di eccessivo, di mutevole e, sia pure, di apparentemente illogico si deve ricercare in questa necessità di difendersi e di difendere.
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Se poi alcuno domandasse: la monarchia a cui il Carducci si accostò, contiene essa questa virtù conservatrice della religione e delle tradizioni patrie? puole essere instauratrice di giustizia economica e morale, così da porre freno o almeno dirigere le esorbitanti forze dei nuovi partiti sociali? raccoglie e rappresenta essa le energie della parte più savia e più sana della nazione? insomma quanta parte di vero, quanta invece di soggettivo vi è in questa idealità di cui il Carducci la recinge?
Risponderei che questo non entra nel tema del mio scritto e che ognuno vi può dare quella risposta che crede migliore.