— Ah, la morte! Mamma! Mammina mia! cos'ho fatto! — disse con voce abbandonata il giovanetto.

Le mani di Mènego si rallentarono a quella parola inattesa, e gli occhi guardarono il campo dei morti.

— Gastu una mare anca ti? — domandò.

Allora sgorgarono le lagrime al giovanetto. La sua voce prese un'intonazione di bambino piccolo:

— Mia madre! mia madre! voglio prima mia madre!

Allora Mènego ributtò indietro il cappuccio. Un'idea penetrò nel cervello chiuso.

— Te giuri, — disse, — su l'anima de tua mare, de non parlar mai?

— Sii! — urlò l'infelice.

— Te giuri che quando te me vedi, te scamparè via, che mi no te veda mai e poi mai?

— Sii! — ripetè il giovanetto.