— Oh, allora andiamo benissimo.
Che strana sensazione quell'avverbio benissimo in un caso così tragico! Ah, gli insensibili uomini della scienza! Eppure anche lui, Fulai, godeva della sua insensibilità nel sezionare con la critica le anime dei morti.
Il Professore porse l'orribile cartoccino. Il dottore lo svolse, scoprì il topo, lo guardò con piacevole curiosità.
— Si direbbe che sia stato anche bruciacchiato — disse guardando con occhi di indagazione, di sotto in su, il professor Fulai.
— È stato il domestico.
— Ah, bene. Allora passi o mandi qui domattina, e le sapremo dare la risposta che lei desidera.
*
Quando fu la dimane il dottorino arrivando con placido ritardo all'Istituto, trovò il Professore che andava su e giù davanti all'ingresso. Balbettava, era curvo, aveva due lividi sotto gli occhi: le pupille erano lucide, il rossore del viso, malsano: balbettava, dico, convulsamente.
— Ma lei, scusi, — disse il dottorino, — mi pare alquanto agitato.
— Sì, un po' agitato, — disse Fulai sforzandosi di sorridere.