— Non mi meraviglia: è un caso dei più frequenti. Noi abbiamo oggi in cura quarantacinque morsicati, e tutti da cani riconosciuti idrofobi, che vengono qui, allegri, indifferenti....
—.... allegri, indifferenti? — ripetè automaticamente il Professore.
— Ma certo! I più sono di campagna, gente che ha il bene di non pensare. Capita invece l'individuo che ci pensa, e sopravvengono allora i più strani fenomeni di autosuggestione. Timore del tutto infondato! Pensi; sopra tremila persone curate nel nostro Istituto, le statistiche non dànno che due insuccessi, cioè una mortalità di zero, zero sessantasei per cento.
— E se io fossi il terzo insuccesso? — domandò Fulai, a cui solo il suo caso stava a cuore.
— Il suo caso? Benissimo!
— Ha visto?
— Adesso vediamo. Così vede anche lei.
La donna paffuta, dalle braccia nude e dalla tonaca bianca, lavorava attorno ad un altro coniglio: prese dalla scansia e porse al dottore un piccolo vetro. Andarono di poi, il dottore e Fulai, di là nel gabinetto.
— Ora vediamo, ora vediamo.
Il dottorino si levò, appese il suo raglan, depose la sigaretta nel piattellino, scoprì un lucido istrumento, un microscopio; adattò, girò, guardò.