Era spaventosamente calmo quel piccolo uomo.

— Ebbene? Ebbene? Ebbene?

— Come le dicevo ieri, niente; reperto negativo.

Il professor Fulai da ventiquattro ore si trovava in uno stato che non è facile dire: intanto quell'idea folle e turbinosa nella scatola cranica; poi tutti gli organi come inchiodati, serrati, frenati che non agivano più, gli organi della respirazione, della digestione: per contrario l'organo del cuore andava disperatamente come un cavallo che ha preso la mano al guidatore, e le pupille gli si erano sbarrate sì che non poteva dormire. Oh, un ben deplorevole stato! Ora quando il dottorino disse: reperto negativo, sembrò che quella idea folle che girava nel cervello, fosse scomparsa per effetto di magìa, come scompare un pipistrello (che è una specie di orribile topo) dal soffitto di una stanza dove è penetrato e dove gira vorticosamente: e insieme provò la sensazione deliziosa degli organi, che, serrati, gli si aprissero: vi entrava l'ossigeno, la gioia di vivere.

Ma fu un attimo solo; per sua mala ventura gli saltò in mente di chiedere: — Matematicamente?

A questa domanda il volto del dottore si concentrò, un po' cupamente, con grande terrore di Fulai che lo spiava.

Il dottorino, benchè in un'altra branca dell'umano sapere, era seguace dello stesso metodo che seguiva il signor professore Fulai nelle sue ricerche d'archivio: nulla affermava senza il documento.

— Ebbene, l'esame istologico negativo, — disse gravemente il dottorino, — non è bastevole. Conviene innestare una cavia o un coniglio, avere la pazienza di attendere da un minimo di venti giorni ad un massimo di quattro mesi, sissignore, quattro mesi! e dopo possiamo dire matematicamente. Scusi, professore, ma lei ne vuol sapere più di noi che ci viviamo in mezzo?

Una tenue disputa si accese tra i due scienziati: l'uno aveva studiato le carte, le cartapecore, le pergamene, i codici, i papiri; l'altro aveva studiato i pezzi anatomici, i nervi, i parenchimi, i vari cocchi a catena, a lancia, a bastone, a virgola: aveva lavorato col microscòpio: ma nessuno dei due aveva studiato quella grossa bestia che è l'uomo; non la avevano osservata con gli occhi più adatti, cioè con gli occhi semplici, gli occhi puri, quelli che ha dato Iddio; perciò la disputa fra i due scienziati fu alquanto acerbetta.

— Ma, illustre professore, — disse il dottorino, — io le dico: “si fidi!„. Ma lei vuole il documento matematico; ed io non glielo posso fornire, nessuno glielo può fornire se non da qui a quattro mesi, e per l'appunto così....