— Sta poco bene, signor padrone?

Fulai certo era padrone, anzi sultano, anzi in Italia, il paese bigotto delle libertà, Fulai esercitava la tirannide dove solo la libertà è bene: sopra la intelligenza! Guai a chi non era intelligente della intelligenza di Fulai! Fulai dolcemente, clandestinamente tagliava la via: ma inesorabilmente. Oh, era ben padrone Fulai! Ma quella sera gli suonò strana la parola “padrone„.

— Battista, è ben accesa la lampada nella mia camera da letto?

Ma quella parola lampada, lampàs-lampàdos, gli richiamò alla mente la paràbola delle sette vergini sagge e delle sette vergini fatue. Esse lo attendevano, sul limitare, con le lampade levate, perchè noi non sappiamo nè l'ora nè il giorno. Ma è tutta lugubre la letteratura? Egli non se ne era mai accorto.

Spense la lampada; ma le tenebre erano incresciose al pari della luce. “Bene! vediamo un po': che male ho io? Paura! Di che cosa ho io paura? Di morire.„ Anche morire come Francesco Petrarca con un libro in mano non gli piaceva più, adesso. E poi Petrarca aveva settant'anni, e poi lui era un'altra cosa; lui credeva, ad una cosa che non è la morte, a Maria Vergine, ch'accolga il mio spirto ultimo in pace. Come era lugubre del resto anche quel poeta lì! “Quando sarò arrivato a settant'anni, ne parleremo. Pensare che ieri mattina ero così tranquillo, così felice! Cosa mi venne in mente di toccare quel maledetto topo?„ Il professor Fulai aveva una gran voglia di dare molte percosse alla sua persona. “Tu, piuttosto, non devi aver paura!„ — disse, e accese la luce, e balzò dal letto, e puntava il dito contro se stesso, nel mezzo della notte, in abito da notte, contro se stesso, riflesso in mezzo della specchiera. Ma quel suo gesto gli parve pazzesco. Erebus et Terror stavano davanti a lui. Era la lùcida bottiglia sul comodino. Gli pareva di non poter bere. Fulai invocò Logos e Bulè, la Ragione e la Volontà contro Erebus et Terror. Ma la Ragione girava attorno come uno scarabeo a cui fu strappata un'ala; e Bulè, la Volontà, era ferita.

“Quando verrà il sole, — disse la Ragione a Fulai, che non ne poteva più dalla stanchezza, — allora, forse, Erebus et Terror, i due mostri, scompariranno.„ Venne infine la luce del sole.

La Ragione potè prender campo. Ma due lividi enormi stavano sotto le pupille del professor Fulai a testimoniare dell'orribile notte trascorsa.

*

Una forza strana sospingeva il professor Fulai verso l'Istituto Antirabbico. Era cosa assurda, grottesca: ma egli non aveva più pudore di nascondere la sua miseria. Quel coniglio! tutto il mondo per lui era quel coniglio. Idea ossessionante: Chi sa come stava quel coniglio?

— Come sta il mio coniglio?