Certamente la signora non diceva queste parole per orgoglio: io credo che non avesse aperto nemmeno una pagina dell'enorme libro delle malattie nervose.

— Anche loro, i medici, — aveva aggiunto, — più dei soliti calmanti, qualche bagno, altro non possono offrire agli infermi.

— Neurastenia, — io dissi, — vuole propriamente significare debolezza di nervi. E vero, signora?

— Così deve essere, — rispose, — perchè una piuma è per loro come un materasso. Io li strapazzo come tanti bambini, e per farli stare contenti, racconto tutte le mie disgrazie e ci faccio la frangia per farli ancora più contenti. “Eppure io — dico ai miei matti — mangio con appetito, vedete? ballo, salto, e quando non ne posso più, dico questa giaculatoria: su da bravi: ditela con me: Vi ringrazio, Signor mio, che le cose non vanno a modo mio. Su da bravi, ballate, saltate.„

— L'imperatore di Germania, — dissi io, — che sopporta tanto ferro, tanti cannoni, non è ammalato di neurastenia.

La signora accolse le mie parole con un sorriso e disse:

— Sarà la malattia contraria....

— Manifestamente, vi sono uomini che non dormono perchè non sostengono l'incubo di una piuma, e vi sono uomini che hanno su di sè monti di cadaveri; eppure dormono, fanno toilettes accurate al mattino con svariate monture.... E gli uni e gli altri sono uomini. La goccia d'acqua su le rose e la goccia d'acqua che sommerge le navi hanno la stessa composizione. Lei crede, signora, che neurastenia sia una malattia?

Quale domanda!

— Ma certo, — disse la signora. — È gente che vede tutto nero; che non può sopportare l'altra gente. Altro che malattia!