In quel punto, di corsa, su per la scalinata, veniva il dottore. Ecco, ecco! vedevo delinearsi una scena terribile fra quei due uomini. Stetti un momento immobile. Attesi. Macchè! Il dottore X***, appena messo il piede su la terrazza, si fermò. Aprì le pupille, ravvolse il giovine d'uno sguardo che non dimenticherò mai: poi mandò un grido: Ah! povero ragazzo! Ah! figlio, figlio mio! Accusami, colpiscimi, puniscimi! E si precipitò fra le sue braccia. “Le inferriate?„ No, ragazzo. Ma anche con la inferriata doveva succedere così. Tua madre non poteva più uccidere il tempo; e quando noi non possiamo più uccidere il tempo, allora è il tempo che uccide....
— Disse così, il dottore? — interruppi.
— Sì, mi pare che dicesse così.
— Quello che dicevo io presso a poco, signora, — dissi.
La signora mi guardò con stupore.
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— E come è andata a finire? — domandai.
— In niente! Il dottore ha donne per ogni cantone. Gliene ha ceduta una, due, chi sa? perchè colui con tutti i suoi milioni era un timido. Poi credo che l'abbia condotto a giocare.
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Ripensavo ancora al libro del Bülow: si tratta di balocchi, di costellazioni, di dar della morfina, come dice il dottore; di dar dell'etere ai popoli....