— Fortunati i pesci intanto, — dissi, — che vìvono in pace.

— Si mangiano tra loro, lo stesso.

— Come gli uomini, allora.

Non sorrise nè meravigliò della mia osservazione: la corresse soltanto dicendo placidamente:

— I pesci di una generazione però non mangiano i pesci della stessa generazione.

— Ad ogni modo, — dissi, — dopo la guerra, chi avrà salva la vita ritornerà a pescare, ed allora vi rifarete del danno.

— Ma il danno delle barche non lo conta lei?

— Ma le vostre barche intanto riposano. Beate le barche! Esse sono in pace. Di che danno parlate voi?

— Ma sono dòdici mesi, non sa lei, mio signore, — disse, — che le barche non navigano più....

— Sarà un male per i padroni delle barche, ne convengo, amico; ma per le barche è un bene. Esse stanno in pace nel porto.