La signorina, alle ore sei e tre quarti circa, si alzava da tavola proprio nel momento che il signor maggiore ordinava il caffè, il virginia, la lampadina con lo spirito, il cognac.

La signorina con un moto rapido si metteva la mantella, si adattava la veletta e andava via sussurrando con lieve inchino e con voce assai dolce, un:

— Buona sera, signore!

Allora il signor X***, come sorpreso nelle sue meditazioni, tirava su le lunghe gambe, abbozzava una mezza figura di “attenti!„ un lieve inchino non inelegante e che ricordava grazie e favori di altri tempi, mandava fuori un borbottio che evidentemente voleva significare:

— Buona sera, signora o signorina!

Quindi tornava con indolenza a stendere le sue gambe di airone sotto il tavolo.

— Qui fa un freddo maledetto; dammi la mantellina: versami un altro cognac: brucia il virginia: il pranzo del tuo padrone mi abbrevia l'esistenza. Va al diavolo!

Queste erano comunemente le parole che il signor maggiore scambiava col cameriere; poi si chiudeva in un profondo mutismo finchè il sigaro non fosse finito.

Ognuno poteva giudicare il signor maggiore ancora un bell'uomo e forte uomo, destinato a diventar colonnello e anche generale.

Giudizi fallaci!