Da parecchi giorni la signorina è di lieto umore, pare ringiovanita: è venuta una sera con un'elegante mantella di fine pelliccia e un cappellino adorno di un ciuffetto bianco, ben audace.
Il signor X*** si è invece accigliato molto: ha dato tre volte il titolo di ipocrita al cameriere, cosa che non gli accadeva da molto tempo.
La signorina ha trovato un amante? la signorina si fa sposa? la signorina ha avuto un'eredità?
Niente di tutte queste cose. La signorina si è fatta elegante e lieta perchè si avvicinano le ferie natalizie: undici giorni di vacanza, concessi dal regolamento; ma che sono assolutamente di troppi a giudizio del signor maggiore.
— Dunque va via da Milano?
— Me lo domanda? Ma subito: pensi, signor maggiore, che a Reggio ho ancora la mamma ed una sorella con un amor di bambino di cinque anni e una bimba di tre. Le farò vedere i ritratti, proprio carini.
Di fatto la sera seguente la signorina Y*** espose una serie di ritratti:
— Questa è la mamma, questa la Sofia, mia sorella, questa Fifì, questo Totò, il mio nipotino che aspetta che gli porti il panettone. Sa Iddio cos'è che imagina che sia il panettone! Ah, — aggiunse con sincero egoismo, — poter passare quasi mezzo mese a casa propria con la mamma, vicino al caminetto!
— Credevo che voialtre superdonne, come dicono ora, donne istruite, donne emancipate, — borbottò con dispetto il maggiore, — ne faceste a meno volentieri della casa e della famiglia.
— Quando non si può fare in altro modo...., — rispose la signorina Y***, crollando melanconicamente il capo, — allora è buona regola il dire che se ne fa senza volentieri.