L'avvocato Semilli sussultò, ma rispose tranquillo:
— Sono caduto in disgrazia; non trovo posto in nessun sito. Azioni cattive non ne ho fatte mai.
— Ah, non dico mica! Nè meno pensarci, basta guardarlo in faccia, anzi mi scusi! Lei è mica operaio?
— No, sono avvocato.
— Cosa dice? Lei è avvocato? — fece il degno salumaio spalancando la bocca e gli occhi per la sorpresa. — So bene che lei scherza, — conchiuse crollando le spalle e ricomponendosi.
— No, no, dico sul serio. Sa fare a leggere?
— Leggere sì, scrivere poco.
— Allora tenga, — e gli aprì sotto il naso i documenti che avea costume di portar sempre seco, e in quel giorno di battaglia più che mai.
Il salumaio non credeva ai suoi occhi; guardava quei diplomi stemmati che allora valevano meno della carta del companatico, quelle nomine, quella laurea di cartapecora, e diceva:
— Lei avvocato? È proprio il suo nome questo qui con tanti fregi? E pensare che il mio povero papà mi voleva fare studiare anche a me da avvocato! È stato perchè nelle scuole non capivo mai quando ci va il segno sull'e e quando non ci va, una cosa maledetta! se non fosse stato quello, a quest'ora ero anch'io avvocato....