Semilli lo lasciò parlare nel suo meneghino sorridendo a pena, poi prese il cartoccio e si avviava verso la porta.

— Ma che senta, — disse il salumaio come persona che ha preso una decisione, — se non trova posto per adesso, che la resti qui da me! Se sa fare l'avvocato, saprà anche fare il ragioniere; dico bene? Ne cercavo uno io perchè la mia sorella, la Rosa, che teneva lei i libri, va fuori di Milano: da mangiare e da bere con noi e un paio di franchi al giorno non gli mancheranno mica!

L'avvocato Semilli non rispose, ma come un singhiozzo gli gonfiò il petto e risuonò lieve, ma penosamente nel silenzio del negozio.

Il ragazzone se ne accorse, saltò giù dal banco e — Che butti via subito quel lardo lì, — disse, e spingendolo a forza nel retro bottega, urlava in su per una scaletta a chiocciola:

— Ehi, Luigi, ehi, Rosa! ho trovato il ragioniere nuovo!

LA BICICLETTA DI NINÌ.

I genitori di Ninì insieme alla bella nonna passavano tutta l'estate e il primo autunno in una loro casetta di campagna che era lontana dalla città un otto miglia, ed era in amenissimo luogo, e dal colore dell'intonaco la chiamavano la Villetta Rosa.

Era una casa di gente buona perchè le rondini della Madonna avevano appeso molti nidi sotto le grondaie e, garrendo, raccontavano dall'alba alla sera le istorie de' valicati paesi e le leggende di oltremare ai garofani del balcone ed ai girasoli del giardino, i quali, molti ed alti come candelabri nel tempio, volgevano alla luce i solenni occhi d'oro, grandi come lune sorgenti.