Tutto è silenzio, ma io credo che abbia sparso molte e amare lagrime e mi fu raccontato che la sua cara giovinezza sfiorì per solitari anni senza nozze, ma fedele a un ineffabile fantasma antico d'amore: e poichè questa è una storia che non si rinnova come la placida luna, così è ben degna di essere tramandata alla memoria per esaltazione ed onore delle piacenti donne, le quali troppo acerbamente e spesso da' novellatori e filosofi sono biasimate per il facile oblio e per l'incostanza negli affetti d'amore.

IL CINABRO RIVELATORE.

Donna Felicita, dama di chiaro lignaggio, di molta mondana esperienza e ancor piacente nel candore dei capelli e nella non inelegante pinguedine senile, scese con tutta precauzione dall'oscuro e stretto bugigattolo della vettura da piazza, appoggiandosi con una mano alla mano di suo nipote, il signor avvocato Paolo, e con l'altra mano alla fine mano guantata di Irma, la fidanzata del detto signor avvocato.

— Signora, che orrore: nevica ancora, nevica! — sclamò Irma, ritraendo il piccolo capo nel folto bavero di pelliccia che aveva frettolosamente alzato.

— E a larghe falde, signorina, a larghe falde che è un piacere! — rispose donna Felicita allegramente, ma invece di far presto a salire i quattro gradini e ripararsi sotto la tettoia esterna della stazione, volse lo sguardo al cielo nero per cui danzavano le falde bianche e larghe come farfalle morte che cadessero giù: e anzi pareva che quel turbinio non le incutesse alcun senso di “orrore„ come avea detto la signorina, tanto più che si era nel bel mezzo dell'inverno, cioè nel tempo in cui è dolce e bene che cada la neve.

La mamma di Irma, che si chiamava la signora Lucrezia, scese ultima dalla vettura, per diverse ragioni, e anche perchè aveva uno scialle, due ombrelli e una borsetta da portare.

— Qua, qua a me, signora, che le do la mano io, — disse donna Felicita. — I nostri due giovanotti hanno già dimenticato che cade la neve.

— Come si fa, come si fa? sono fidanzati, bisogna compatirli, si vogliono tanto bene, — disse la signora Lucrezia con una voce umile e col fare confuso; — la mia Irma poi.... è diventata anche più nervosa: ha un gran convulso, e poi? Non ha più appetito, poverina, e, con buona licenza, bisogna che si purghi.... ogni tanto.