— Quello che io ho bisogno di sapere per il mio avvenire è se tu mi ami! — così disse Furio dando audacemente del tu per la prima volta, e l'Ida non rispose.
— Per tutto il mio avvenire, odi bene, e anche per l'eternità, mi ami? — replicò Furio.
— Sì, — sospirò allora l'Ida e si appoggiò ad un albero come se quella parola che le era sfuggita dalle labbra, le avesse smagate le forze.
Gli occhi di Furio a quel monosillabo meraviglioso lampeggiarono, afferrò, strinse la mano dell'Ida, la quale cadeva inerte sotto il suo tatto, e con una voce che consacrava tutto, il passato ed il futuro, disse:
— Allora eternamente!
L'Ida lasciò cadere in giù quella sua primaveril testa chiomata e si scostò come adorando la magica parola che la sua vita per la prima volta udiva dall'uomo, e parve anch'ella dire: “eternamente!„
*
Eternamente?
Furio quando uscì dal collegio e si buttò ebbro nella vita, trovò che oltre all'Ida divina, c'era anche la fatale Emma più divina, e l'orgogliosa e culta Olimpia, divinissima. Poi passarono gli anni, e si racconta che Furio prendesse anche moglie, ma da allora smarrì il concetto della divinità femminile.
E dell'Ida?