Donna Felicita non si destò che sotto la tettoia della stazione di Torino.

Erano oramai le undici di notte, e quando Paolo aprì lo sportello di casa della nobile zia, si sentì dire ancora una volta:

— Ricordarsi: non prima delle dodici.

*

Le cose erano andate così.

Irma e Paolo amoreggiavano da quattro anni: si erano lasciati due volte: due volte si erano ricambiate le lettere con un eterno addio. Due volte Paolo, a onor del vero, avea riscritto ed era tornato a Parma, supplicando Irma di perdonargli. Il perdono era stato concesso e l'ultimo perdono era stato suggellato da parte di lui con una promessa di matrimonio.

Come mai Paolo, giovane di mondo, spregiudicato la sua parte, fornito di larghi mezzi, bel giovane, indipendente, vivente a Torino, avesse finito per legarsi con la signorina Irma di Parma, la città delle violette, dei duchi e delle mondane duchesse, sono di quei misteri della passione che ognuno può spiegare a suo modo; e che io non voglio indagare. Basterà dire che egli era convinto di conquistare la felicità per tutta la vita terrena.

Suo padre, vecchio gentiluomo, abbastanza originale, e che viveva quasi sempre in campagna, aveva da lungo tempo lasciato il figliuolo libero, liberissimo delle sue azioni. La mamma non c'era più, che potesse dare un consiglio. Non rimaneva che donna Felicita, la quale voleva bene al nipote con quel misto di saggezza e di mondanità che hanno le vecchie dame per i nipoti. Donna Felicita era del resto assai navigata nelle varie acque della vita, aveva avuto una giovinezza molto brillante e ora vivea una vita che si sarebbe potuta chiamare epicurea, parte dell'anno nel suo comodo palazzo in Torino, parte in villa, lasciando che le cose del mondo seguissero il loro corso che ella, senza far professione di sociologia, avea riconosciuto essere costante anche attraverso le varie rivoluzioni e i molti turbamenti sociali e politici.

Fu a lei che, prima di ogni altra persona, Paolo rivelò il suo fidanzamento.

— Fai benissimo: era ben tempo che ti accasassi, — disse la zia.