Egli aveva guardato come se una mano laboriosa e invisibile avesse tra tanto strappato molte membrane di oblìo alla sua memoria; poi avea esclamato:
“Credevo che queste cose non ci fossero più!„
Avea poi la notte dormito nel lettuccio piccolo da scapolo e ci avea dormito bene e la mattina, piano, era venuta la mamma a svegliarlo e dirgli molte cose: che cosa voleva da colazione, che ne' suoi abiti c'era un bottone da fermare, e una macchia da smacchiare.
Dunque ancora quelle amorose e non venali cure esistevano come i vecchi mobili, ed erano rimaste senza che egli ne avesse approfittato, lì per tanti anni? Anche di esse non si ricordava più se esistevano, e perciò aveva ripetuto con un sospiro: “Credevo che queste cose non ci fossero più!„
*
L'ava tenendo in mano le viole si è spinta sino alla sinuosa arena, pura, lucida, deserta, dove l'onda muore con murmure e con ritmo segnando larghe curve orlate di spuma. Sopra il capo dell'ava si eleva il mare, e le tartane, or dilungatesi, vanno pel loro viaggio e le vele in punta somigliano più che mai, bizzarramente, ad una placida compagnia di monaci. Dalla riva si abbraccia non solo tutta la curva della spiaggia, ma i monti lucidi, la campagna verde, la città antica, e in lontananza si scorgono i cipressi del cimitero, il quale con quelle guglie nere dei cipressi sopra le mura bianche rassomiglia ad un castello munito contro cui le armi degli uomini non prevarranno!
Però anche lì passa la primavera, come passa sui capelli grigi delle nonne e sui capelli biondi dei bimbi; e così avverrà anche che quando i tuoi buoni occhi soavi, o ava, che tanto hanno sorriso e tanto hanno lagrimato, si chiuderanno, altri occhi si apriranno per sorridere e per lagrimare ancora: e ciò avvenga — come diceva il bambino nelle sue lunghe preghiere — secondo la tua volontà, o Signore!
FINE.
NOTE:
[1.] Vi fu ospitato dall'illustrissimo signor conte G. Leopardi, in occasione di non so quali manovre, un nipote di S. M. il Re ucciso.