La guardai con sorpresa, poi dissi:

“Ma chi le ha detto che vengo anch'io? io le ho fatto l'itinerario, ma non le ho mai detto che sarei venuto in Brianza.„

Allora fu lei a guardarmi, poi cercò di ricordarsi, poi disse con molta semplicità, senza segno dell'impazienza che la pigliava quando si ostinava a volere una cosa:

“Sarà benissimo, come lei dice, ma proprio ero così convinta che si doveva fare il viaggio assieme, che forse per questo non gliene ho mai parlato.„

Allora io, facendo il maggior sforzo su di me stesso, cominciai con un “Sia ragionevole, signorina Lia„ a parlare di me, del mio avvenire, dell'impegno preso, dell'andata a Vienna, e certo ella ne era persuasa perchè non obbiettava alcun ragionamento, ma le labbra le cominciarono a tremare e dalle pupille si formò visibilmente una lagrima che corse su le palpebre: vi si fermò sospesa, cadde e lasciò posto ad un'altra; e il mio discorso persuasivo terminò allora contro la mia intenzione con questa domanda:

“Ma non è un capriccio puerile il suo?„

Lia scosse la testa con profondo diniego.

“Ma ha proprio tanto desiderio della mia compagnia?„

Lia affermò vivacemente.

“Ma il babbo e la mamma che cosa penseranno?„