Però se tu, cara, avrai la pazienza di scorrere queste belle pagine — belle per la onorata veste dell'arte tipografica — vi troverai qualche cosa di te, e capirai perchè a te le volli dedicate.

Queste novelle — ancor che umile frutto di quella passione e di quella nobile malattia del pensiero che spesso distrugge la vita scorza a scorza — non sono opposte a quei principi umani a cui è stata conformata la tua vita. Vi troverai l'amore e la venerazione per le cose e per le opere semplici e generose: vi troverai anteposta la coscienza e la verità alla fortuna e il disdegno di ogni proficua viltà; e questo è avvenuto non per alcun merito mio o per deliberato proposito di far opera morale (tanto più che la morale, proseguita da sola, ha in arte un ben tenue valore: inoltre — affermano i savi moderni — la morale è fenomeno mutevole di sentire secondo il mutare della società e della storia), ma perchè tali principi mi furono da te inspirati, e in questa maniera di sentire e di operare tu, benchè non dotta di filosofia e di lettere, mi fosti naturale maestra del pari che il Maestro mio venerato e grande di Bologna (tu ne conosci il caro nome, spesso ripetuto sotto il nostro umile tetto!).

Certo con tali principî la conquista materiale della fortuna non è stata agevole, anzi...! e non lo sarà, a quel che pare, nè meno per l'avvenire!

Vero è che non sarai tu a farmene rimprovero.

Ma il sole splende su tutti e non fa pagare i suoi raggi, e poca terra ricoprirà noi come i conquistatori della fortuna e della vita!

Troverai anche in queste novelle accenni a care persone che più non sono e che molto amammo e che tu nutri fede di rivedere.

Per queste ragioni accetta l'offerta di questo libro e vivi a lungo sana e consolata per mio conforto.

Milano, ne l'aprile del 1901.

Alfredo Panzini.