E Astese li ripetè.

— Ma di chi sono?

— Indovini.

Lia disse che non lo sapeva, ma che aveano un non so che di bello e di antico e che probabilmente dovevano essere di Dante. — Io però non sono arrivata sin là, — aggiunse.

— Ma brava, ma che intuizione! Del resto si capisce; stando con Leuma.... Sa che c'era della stoffa d'artista in Leuma?

— Oh, lo so pur troppo! — disse Lia sospirando. E chinò la testa come chi è richiamato ad un pensiero doloroso.

— E adesso perchè sospira? ma perchè? cos'è nato?

Lia lo guardò in volto dubbiosamente come chi cerca un'espressione che gli riveli se si può o no fidare; e poi con voce in cui da vero si sentivano le lagrime, come talvolta attraverso il vento si sente l'odor della pioggia, domandò:

— Dica, mi posso confidare in lei?

— Garantisco, sposina, — disse Astese turbato a quel mutamento di scena inaspettato e mettendosi la mano sul petto e dando alla voce e al senso un andamento scherzoso: — garantisco che ho ricevuto più confessioni io di un frate confessore; ma giuro....