Ciò toglie forse lietezza, ma in verità non aggiunge timore. La via è segnata almeno così. Trascorra almeno con la benedizione del Signore e con la coscienza di non aver fatto piangere nessuno!
Si parlò dunque del passato: profili dolci e melanconici di chi non è più, sorgevano evocati attorno a noi, come volessero assidersi alla antica mensa.
Vero è però che quando la coscienza è in pace il parlare dei morti e coi morti non dà sconforto nè tristezza.
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Le due bottiglie erano vuotate, io le avea ben vuotate: un bisbiglio sommesso e accorato veniva dalla cucina: era la vecchia fantesca che avea finito di accudire alle sue faccende e avea cominciato la lunga interminabile serie delle preghiere vespertine.
Il passero fece: — ci, ci!
— Oh si sveglia, — fece la mamma.
Poco dopo una zona di sole che fasciava la stanza, si affievolì languidamente, poi si ritrasse come luce che vien meno.
Un ritratto mio di quando era in collegio a Venezia pendeva dalla parete: era un gruppo di tutti i convittori insieme ai maestri. Lo avevamo fatto — ricordo benissimo — il giorno prima della licenza Liceale. Che bel giorno di luglio fu quello! Quante melanconie, quante lagrime, quante speranze, quante non conosciute tristezze in quegli anni di collegio, otto anni, passati lontani dalle carezze de' miei genitori! Io non ci volevo stare in collegio: fuori delle inferriate della mia stanza si vedeva la laguna lucida e azzurra, infinitamente triste quasi sotto un'oppressione di storie e di memorie, con l'isoletta in fondo dove è il cimitero, irta di melanconici cipressi che sporgevano su dal muro rosso di cinta. Aveva un nome l'isoletta: ma lo ho dimenticato! Oh, che spasimo per tutto il cuore, che frenesia di libertà, che nostalgia di te, cara mamma, e di lui che non c'è più! Io glielo dicevo, glielo scrivevo con le lagrime: “portami via dal collegio!„ e lui in quelle sue lettere così sobrie, così pure di schiette italiche forme, così buone, mi diceva di pazientare, che era per il mio bene, il mio avvenire: la mia gloria, la sua gloria.
Povero babbo! Ben poco tempo si visse assieme per fabbricar questo sognato avvenire per cui tu lavorasti a morte, per cui io vissi schiavo tanti anni e furono gli anni migliori!