— Qui ad Ancona, — diss'io.
— No: all'Aspio: vedrai bel luogo.
E volgemmo le spalle al mare e ci internammo fra le colline, finchè giungemmo all'Aspio. Il quale è un piccolo fiume che ad un certo punto si insena in una vallicella ombrosa ove sono sorgenti di acque minerali, che dicono molto benefiche per chi soffre di visceri. Da poco, anzi, vi è sorto uno stabilimento che sa ancor della frescura della calce. Presso alle sorgenti molti placidi frati offrivano i loro calici purgativi a molte pingui monache e novellavano al rezzo. Più tardi, alla mensa comune, quei religiosi, dopo averci guardato con sospetto, finirono coll'ammansarsi con noi: tanto che l'ottimo Pasini cominciò a far loro la storia della bicicletta dai più remoti tempi sino ai nostri giorni, storia che i monaci gradirono moltissimo, anzi a tal punto che un francescano il quale avea portato dal convento una bottiglia di vino per dir la messa, il solo vino — dicea — che il suo stomaco digerisse, ordinò i calici, e la volle stappare e bere per la bella circostanza. Della qual cosa gliene seppimo grado.
Una monacella allora che avea attentamente udito, sospirò queste parole: Dopo la bicicletta, dopo il telegrafo senza fili, dopo la luce elettrica dove arriveremo mai noi?
E cercò negli occhi dei compagni una risposta a quella dimanda che all'anima sua pareva angosciosa. Un frate dell'ordine dei serviti, quegli che pareva il più autorevole e avea mangiato in proporzione, levò una mano untuosa e sentenziò: Il cervello dell'uomo, figlia mia, si assottiglierà tanto che non ne rimarrà più nulla!
La risposta parve soddisfare tutti e anche noi: i quali vedendo che nessun altro monaco avea intenzione d'imitare l'esempio del francescano, montammo in sella prendendo la via del Santuario di Loreto.
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Il paesaggio delle Marche — con quelle città irrigidite lassù sovra alture che non sono più colline e monti ancora non sono — è melanconico.
Si vedono e si guardano tutte: Osimo, Castelfidardo, Loreto, Macerata, Recanati: non benevolmente si guardano e pare dicano l'una all'altra: “Tu sei più morta di me!„