— Bene, caro Pelosino, qua la mano.
— Vede che bella vista? — cominciò egli a dire, — ma qui è niente. Hanno visto il Pincetto? noi lo si chiama così, ma è più bello del Pincio di Roma. Vengano con me, gli insegno una strada che risparmiano un quarto d'ora. — E vi ci condusse.
Il Pincio di Assisi è davvero degno di una capitale per le piante rare, la disposizione delle aiuole e de' marmi, per la grazia architettonica con cui a gradinate, ripiani erbosi, grotte, ascende sino al monte; ma sopra tutto per la vista incantevole su l'Umbria.
— Ecco Spello, ecco là Perugia, ecco Gubbio!
L'immenso anfiteatro dei monti barbagliava sotto il sole di mezzogiorno come un mare di fiamme; le città erte sui monti fulgevano come schisti e come mica.
Ma presso di noi in una valletta verde ed ombrosa erano bimbi vestiti di bianco. Una domestica, di giovane età, dondolandosi su la gonna, lunga e bianca, languidamente scuoteva un cembalo, e due signorine ballavano a quel suono: questo il solo rumore, questo il solo movimento in quell'ora.
— Vengano, vengano se vogliono veder tutto, — diceva l'ottimo Pelosino, — quello è il castello: quello laggiù, dopo gli Angioli, è Rivotorto, la prima chiesa di san Francesco. Vogliamo andare a vedere le grotte del Subasio? No?! e allora andiamo a vedere la vasca con li pesciolini. Non ci sono nè anche a Roma dei pesciolini così belli: ora li chiamo. Non ci ha mica delle bricciole di pane in tasca? Non importa; glieli farò vedere lo stesso li pesciolini, — e vi gettò del terriccio, ma li pesciolini con sua gran mortificazione non comparvero.
— Bene: — seguitò spiegando — questo è il vialetto per li amorosi: veda come è nascosto! Par fatto a posta, non è vero?
— Come, ci sono anche qui li amorosi? — lo richiese il Pasini simulando grande espressione di scandalo.
— Non si faccia specie che ci sono anche qui e quanti! e si raccontano cose! — confermò il giovinetto con ingenua vergogna; e mutò discorso e soggiunse: — Oh, quest'altro è il viale per li bambini. Sente che belli uccelli? senta come canta! è un lucarino: io lo so bene. Avete visto la casa paterna di san Francesco? Papà mio se ne ricorda di san Francesco. E il duomo l'hanno visto? No? Andiamo a vedere il duomo. — Così per varie stradicciuole seguimmo l'infaticabile Pelosino il quale, quando fu presso il duomo, avvertì con segretezza: