Eppure, no! Lei era la donna, era la glabra, la mammifera, la contorta, la chiomata, dall’ampio grembo generatore, la portatrice dell’uomo!

Inutile però interrogarla di più!

Non rimaneva che seguire il suo consiglio, ed andare in cerca di Socrate.

Però, conveniamone, la scoperta di Santippe, di cui tanto mi ero rallegrato in principio, mi portava ad un viaggio piuttosto lungo e difficile.

III. Socrate per le vie di Atene.

Andiamo, dunque, in cerca di Socrate. Egli non suole muoversi da Atene. Noi siamo certi di trovarlo in Atene.

E andando, io pensava: perchè Socrate prese moglie?

Si racconta che una volta gli amici domandassero a Socrate: — Come fai, o Socrate, a sopportare tua moglie?

— Perchè, — rispose gravemente il filosofo, — se io riesco a sopportare costei, riuscirò a sopportare qualunque altro individuo del genere umano. Anzi, — confermò, — la ho scelta apposta!

Eccomi, dunque, per le vie di Atene, ed ecco Socrate! Egli si riconosce subito: è diverso da tutti gli altri uomini; è brutto in mezzo a uomini belli; e a differenza dei filosofi che scrivono libri e svelano il loro pensiero nelle Accademie, Socrate non scrisse libri, e parlava per le strade.