— Caro, — disse Socrate, — io, come vedi, mi sono fatto bello perchè oggi sono chiamato a cena da persone che sono tutte belle.

Egli era in quel giorno invitato da Callia, un giovane signore, uno sportman — diremmo noi oggi — il quale aveva vinto il grand prix delle Panatenaiche.

— Vieni anche tu, Apollodoro, — disse Socrate.

— Ma non sono invitato! — rispose Apollodoro, il quale appunto come anima candida ed irosa, era anche anima timida.

— E se non sei invitato? Ti invito io. Una persona per bene è sempre ospitata con piacere da un’altra persona per bene.

Così parlò Socrate, e così si avviarono, lui e Apollodoro, alla casa di Callia.

*

Callia abitava una villetta, un po’ fuori di Atene, sulla riva del mare. Una piacevole passeggiata! E i sandali di Socrate e di Apollodoro andavano allegramente.

Appena Socrate fu in vista della villa di Callia, vide molti e bei giovani che lo attendevano.

Callia si fece incontro a Socrate e lo salutò con queste parole: