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«Oh, gli indecenti maschi avvinazzati! gli orribili Ateniesi!» — potrebbe qui esclamare la mia ideale signora — «I profanatori, non i lodatori d’Amore!»

«Ecco, signora: io credo piuttosto che tutto provenga da un diverso modo di giudicare l’Amore. Per noi moderni l’Amore è una cosa così complicata, così difficile, così piena di conseguenza! E poi troppo ideale: e spesso l’ideale se ne va, e non rimane, pardon!, che il pitale d’Amore.

Per gli Elleni invece era una cosa più semplice. Essi volevano soltanto conoscere che cosa era quel delizioso furore di Eros: un problema scientifico! E perciò i nostri convitati stanno per dire cose un po’ sciocchine, un po’ puerili specialmente per chi è abituato alla nostra così spaventosa psicologia dell’Amore; e, forse, un po’ invereconde: ma tutto il loro discorso non fu inverecondo perchè nella loro mente Eros si presentava come un problema scientifico.

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Disse, dunque, uno dei commensali:

— Come si spiega, o amici, l’arduo problema che c’è l’amore degli eroi e l’amore, diremo così, dei suini?

— È semplicissimo, — rispose un altro dei commensali. — Afrodite, la mamma di Amore, ha avuto due figliuoli; cioè due Amorini, un Amorino eroe e un Amorino maiale, in quanto che la nobile dea ha creduto di non far torto a nessuno....

— Ma, e perchè, — chiese un terzo, — due putti, uno maschio ed uno femmina, sono a un dipresso uguali, sino ad una certa età: ridono, scherzano insieme; poi viene un bel momento che la puttina trema davanti al maschio; ha paura e fugge; fugge, ma lascia andare tutte le chiome lunghe lunghe per essere presa, e quando è presa, non piange ma ride? Se poi giungono alla vecchiezza, perchè tornano uguali, tornano a giocare in pace innocente ancora, come Filemone e Bauci?

— E perchè, — disse un altro, — questa caccia furibonda e continua; e perchè, questo è ben un mistero! perchè qualche volta avviene che un maschio rincorre un altro maschio; e qualche volta una femmina corre dietro una femmina?