In Atene, città raffinata, la democrazia costava cara come la aristocrazia. Tutti i cittadini essendo sovrani, aspiravano anche ad una piccola lista civile, cioè a vivere sovvenzionati dallo Stato, tanto che lo Stato dava anche gli spettacoli del teatro gratis.

Il denaro — equivalente sensibile della virtù — era molto ricercato e molto onorato in Atene. E similmente, come conseguenza, avvenne questo, che una volta un re che assediava Atene, invece di bombardare la città, vi fece entrare degli asini carichi d’oro: nessuna cavalcata eroica sortì effetto più bello! Atene fu presa risparmiando vite ed edifici.

Per evitare quest’inconveniente, gli Spartani, che erano aristocratici, fecero coniare certe monete di bronzo da mezzo quintale l’una. Ma ciò non documenta se non la puerilità e la rozzezza degli Spartani, perchè l’uomo, quando si tratta di trasportare il denaro, è più robusto della formica la quale è capace di trascinare un peso circa duecento volte superiore al proprio peso.

Questa è una facoltà che hanno gli uomini tanto in democrazia quanto in aristocrazia.

Ma un inconveniente anche più grave e più speciale di Atene era la facilità con cui gli uomini, forniti di bella voce, arrivavano al potere. E quando si consideri che quasi tutti in Atene avevano bella voce, si capirà anche quanta gara ci fosse e quanta difficoltà nel mantenersi al potere.

Gli Spartani invece non parlavano che a monosillabi.

Questa diversità del modo di parlare fu, nel caso speciale di Atene e Sparta, uno dei motivi per cui i due popoli si guerreggiarono a morte. Ma anche altre diversità, come del colore, del modo di mangiare, di dire le orazioni, ecc., posson essere cagione di guerra. Ecco, dunque, gli Spartani che facevano guerra a morte agli Ateniesi.

E noi possiamo osservare che in tutti i tempi i grandi guerrieri, questi tetri agenti della morte, sono taciturni come la morte. Perciò gli Spartani, che parlavano a monosillabi, furono vincitori degli Ateniesi che parlavano troppo!

L’ultima battaglia navale fu un disastro irreparabile. La bella armata di mare degli Ateniesi, la più bella armata che allora navigasse il Mediterraneo, gloria e scudo di Atene, in un giorno di distrazione e discussione dei suoi capitani, fu sorpresa dagli Spartani, e andò in pezzi.

Per effetto di questo disastro, Atene perdette la sua libertà e gli Spartani vi insediarono trenta Oligarchi, taciturni e sanguinari, che spadroneggiavano in Atene, tenevano chiusi i teatri, non permettevano di parlare e mandavano la gente a casa all’ora del coprifoco.