Piccola cosa che non vi nuoce punto, anzi vi torna a ben meritata lode. Parigi vi ha convertita all'ultimo stile: prima erano timidi, vaghi accenni, ma ora è sinfonia spiegata e piena. Oggi la vostra conversione all'ultimo stile è completa. Siete florealmente stilizzata, piccola Mimì, e non vi disconviene.
Ai miei tempi, quando fiorivano le violette sul colle di S. Luca o quando venivate meco a S. Giovanni in Monte
a sentir la tromba
sonar la ritirata
voi non portavate che un anello al dito medio, fatto di un vile chiodo di nero ferro ritorto. Allora usava così. Oggi le vostre dita sono nascoste sotto una fila di anelli e di pietre di vario colore, splendore e valore: avete imparato un fare languido, calmo (ricordate un tempo come eravate nervosa e stramba?) e signorile: la vostra piccola figurina si innalza sopra la liliale foggia di una gran gonna a strascico; e i vostri magnifici turbolenti capelli neri si sono acconciati a quella composta pettinatura che è detta verginale e che le gran mondane hanno, con molto acuto senso di contrasto erotico, adottata.
Che più? Il buon genio che ha presieduto alla vostra vita, vi ha concesso tanto di giovinezza dello spirito oltre che delle forme da prendere sul serio tutti i non forse, tutti i luminosi vocaboli che oggi sono di moda. Oggi anche voi parlate raro con atti soavi.
Ma nel segreto del vostro cuore credetelo, piccola Mimì, senza avervene a male, voi siete rimasta sempre quella buona e piacevole figliuola che eravate prima, fedele in segreto alle vostre antiche abitudini e specialmente alle tagliatelle pasticciate ed ai ciccioli caldi.
Cotesta cura, aiutata da uno stomaco eccellente, è stata sovrana contro le rughe ed è valsa quanto il migliore cold-cream.
Io non so se ancora abbiate la melanconia di comporre versi, ma oserei scommettere che vi permettete ancora il lusso di innamorare di voi qualche imberbe ed ingenuo giovanetto a cui mormorate ancora, chi sa, forse sul serio e ben persuasa voi stessa:
fiorin di rosa,