E che je venuto in mente a sto fesso de becco fotuto de' pijà la gialappa? — scoppiò a dire nel natio dialetto il degno farmacopòla.

— La gialappa? — feci io con gran stupore — e sarebbe a dire?

— Sarebbe a dire — spiegò il dottore — che il vostro marchese ha preso uno dei drastici o purganti, che dir vogliate, dei più formidabili.

— Inverosimile — dissi io —: se avesse preso un simile purgante, non starebbe a domandare come è stato.

— E chi vi dice che abbia preso la gialappa, sapendolo?

— Allora come?

— Come? — spiegò il dottore — A sua insaputa. Supponete per un momento che a mister Douglas e a' suoi degni compagni la presenza dell'inseparabile marito non riuscisse gradita questa notte e riuscisse gradita invece quella della sola moglie, come fare? Dirgli: «Marchese, vada a letto che per lei è tardi» non si poteva. E allora hanno escogitato questo mezzo di guerra, questa astuzia degna di un paio d'anni di galera, della loro malvagità e della dabbenaggine di questo infelice. Fatta questa ipotesi, caro amico, ritenetela come cosa certa e avrete la spiegazione di questa avventura notturna.

Il farmacista che stava tutto orecchi ad udire, poichè ebbe compreso, scoppiò in una risata infrenabile.

Il dottore teneva fissi gli occhi verso di me come per avere la conferma della sua induzione.

— Se così fosse — risposi io — questo non è uno scherzo, questo è un delitto.