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Ma quando comparve la terza creatura, Crosio pensò che la sua signora provvedeva con troppo entusiasmo alla conservazione della sua stirpe, una stirpe che non valeva troppo di più di quella di un altro, anzi che avrebbe potuto anche non essere conservata senza danno della umanità.

Non che Crosio fosse filosofo di professione o desiderasse finire con sè. Crosio era anzi uomo di affari.

Ma appunto l'abitudine di considerare le cose del mondo sempre come un affare, può indurre talora alle stesse conclusioni pessimiste e terribili come se si fosse filosofi.

Di queste considerazioni chi ne sofferse gli effetti fu Giuseppa, la neonata, la innocente!

Con tanta abbondanza di bei nomi muliebri che oggi l'estetica regala alle donne, fu imposto alla innocente questo volgarissimo nome di Giuseppa, tolto al calendario nel dì della nascita.

Invano il piccolo essere, dai lini ove era stato posato, faceva capire con due grandi occhi attoniti e aperti, che anche ella avea diritto al caffè-latte in famiglia: invano protestava con acute strida che sarebbe stata buona, ubbidiente, e non sarebbe cresciuta proterva, svogliata come i suoi fratelli.

Le proteste non furono accolte.

Il fagottino di quattro chili fu portato via da una robusta balia campagnuola, e non se ne parlò più.

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