— E Pio e Mondino (erano i nomi dei fratelli) dove sono?
— Tutti a Venezia! — rispose con voce dolce e pacata Puccìn.
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Avete voi mai posto mente alla voce dei bimbi fra i due ed i tre anni, quando cominciano a far le prime prove dei suoni delle parole? quando le loro movenze hanno grazie inaspettate e veramente meravigliose come se dentro si agitasse una prima anima pura, la quale per non far morire il nato dall'uomo e dalla donna, muore essa anima pura e lascia quindi il posto a quell'anima seconda e diverse che è quella che maturerà con gli anni?
Allora, in quei fuggitivi anni, la voce infantile contiene un'eco come — per porgere alcun paragone — la voce del ventriloquo. Pare cioè che provenga di lontano: e nella sua semplicità ha fioriture e vaghezze di linguaggio simbolico.
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Almerigo Crosio seguitando il discorso, domandò:
— E tu vuoi venire a Venezia?
— Non si dice «voglio» — corresse Puccìn — ma si dice: «per piacere!»
I balii sorrisero e spiegarono che avevano insegnato a Puccìn che non si deve mai dire «voglio» ma sempre «per piacere!»